Spigolature su Torino
Taverna Futurista del Santopalato
Si inaugurò il 9 marzo 1931 a Torino la Taverna Futurista del Santopalato alla presenza di Emilio Marinetti, fratello del più celebre Tommaso. La Taverna era stata decorata dall'architetto Djulgheroff e dal pittore Fillia. Il pranzo di inaugurazione fu di 14 portate di ispirazione futurista: antipasto intuitivo, aerovivande, brodo solare e salame con brodo di caffè. La Taverna chiuse i battenti nell'immediato dopoguerra.
Nascita della Fiat
La Fiat è stata fondata il 9 settembre 1899, in una sala di Palazzo Bricherasio, da Giovanni Agnelli, Cesare Goria Gatti, Michele Lanza, Roberto e Carlo Biscaretti di Ruffia, Giovanni Ceirano e Aristide Faccioli. La prima officina, inaugurata il 19 marzo dell'anno successivo, era in corso Dante e aveva una cinquantina di operai. La produzione della celebre Fiat 500, la "Topolino", cominciò nell'agosto del 1936.
Millefiori
Il quartiere Mirafiori prende il nome dal Castello di Mirafiori o Millefiori, che era stato voluto da Carlo Emanuele I come residenza suburbana. Il terreno su cui fu edificato il castello e il suo magnifico giardino fiorito (Mirafiori significa appunto "ammirare i fiori") si chiamava in origine "La spinetta" e il proprietario che lo aveva venduto ai Savoia era Filiberto Pingone. [Si possono osservare pochissimi resti della residenza in strada Castello di Mirafiori].
Club Alpino Italiano
Il primo nucleo del Club alpino italiano (Cai) nacque a Torino, su iniziativa di Quintino Sella.
Gli albori della stampa periodica
Il primo numero del più antico settimanale di Torino uscì il 1° febbraio 1645. Si trattava della rivista "I successi del mondo", pubblicata dal sacerdote Pietro Antonio Soncino e stampata dal tipografo Sinibaldi. L'ultimo numero di questa rivista di costume venne stampato il 24 dicembre del 1665. Carlo Emanuele I concesse in seguito il privilegio di stampare una Gazzetta a Carlo Giannelli, nel 1658. Il primo numero uscì l'11 maggio dello stesso anno. La gazzetta venne stampata fino all'inizio del secolo successivo.
Quartiere "a luci rosse"
Un ordinato del comune del 1436 stabiliva di affittare case a uso di postribolo nei pressi di Porta Pusterla: le prostitute potevano uscire solo 2 giorni la settimana, il mercoledì e il sabato, portando una fettuccia sulla spalla destra, che consentisse di riconoscere la loro professione. Potevano andare a messa solo alla chiesa di San Dalmazzo non oltrepassando il campanile, o a Sant'Andrea (attuale Consolata) seguendo la via lungo il muro di cinta.
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